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Creare un falso profilo Facebook: quali sono le conseguenze?

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Creare un falso profilo Facebook: quali sono le conseguenze?

Vuoi spiare il/la tuo/a ex ragazzo/a e hai deciso di creare un falso profilo Facebook? Sappi che non solo è proibito dalle regole imposte dal Social media ma è un reato penalmente molto rilevante. Quante volte ci è capitato di di ricevere richieste di amicizie da profili palesemente identificabili come fake? In un mondo, quello dei social, dove si fa fatica a scindere la componente reale da quella virtuale, non è così difficile imbattersi in persone che hanno deciso di creare un falso profilo Facebook. Proprio per questo, la giurisprudenza ha deciso di creare un compendio di norme in grado di tutelare i nostri dati e la nostra vita virtuale per evitare altri episodi drammatici come quelli che hanno visto protagonista la giovane Tiziana Cantone.

L’uso delle immagini

Quando vedete un profilo con la vostra foto da parte di un falso profilo Facebook fate riferimento alla norma del Codice Civile all’articolo 10 che tutela il nostro diritto all’immagine senza specificare, tuttavia, cosa si intenda per “diritto di immagine”. Per avere un quadro completo su come potersi tutelare da chi ha pensato di creare un falso profilo Facebook ci si può affidare al diritto di riservatezza ai sensi del decreto legislativo 196/03 circa il “Codice in materia di protezione dei dati personali” in cui si specifica che la diffusione delle immagini è consentita solamente previo consenso della parte interessata.

Il consenso all’uso delle immagini

Il consenso deve essere sempre concesso per l’uso della propria immagine a meno che non si tratti di azioni che mirano a soddisfare un interesse pubblico (diritto all’informazione) oppure rilevanza politica e penale (pensiamo agli arresti di boss mafiosi ad esempio). Inoltre, ai sensi della legge 633/41 articolo 97 comma 1, non occorre il consenso se la persona è nota e viene fotografata in quanto personaggio pubblico a meno che la diffusione delle medesime non costituiscano motivo di danno alla reputazione della persona ritrattata. Ha fatto scalpore in queste ore le foto della bella giornalista Diletta Leotta il cui cellulare è stato hackerato con conseguente diffusione di immagini estremamente private.

Quali sono le conseguenze?

Come abbiamo detto, creare un falso profilo Facebook ha pesanti conseguenze giuridiche. La diffusioni delle immagini, considerate dato personale, diffuse senza autorizzazione sono perseguibili a livello civile, penale e amministrativo come previsto dall’ articolo 4 della 196/03. A livello amministrativo la persona che ha subito il danno può chiedere un risarcimento danni patrimoniali e non ma deve essere in grado di dimostrarlo. Se la vittima non è un personaggio pubblico? La situazione sembra essere sfavorevole dato che non esiste un valore “commerciale” di riferimento per l’immagine violata. A livello penale, la diffusione di immagini private da parte di chi ha deciso di creare un falso profilo su Facebook sono punibili ai sensi dell’art. 595 comma 3 C.P. e successivo provvedimento 4741 della Corte di Cassazione che recita: «il reato di diffamazione aggravata è configurabile anche quando la condotta dell’agente consista nell’immissione di scritti o immagini, lesivi dell’altrui reputazione, nel sistema “internet”, sussistendo, anzi, in tal caso, anche la circostanza aggravante di cui all’art. 595, comma 3, c.p.»

A aumentare il carico penale torna la legge 196/03 sopra citata che prevede, all’articolo 167. una pena che può arrivare sino a 24 mesi di reclusione. A livello di risarcimento si fa riferimento all’articolo 162 comma 2/bis del 196/03 che ammette sanzioni per un importo massimo di 120 mila euro. Come vedete, creare un falso profilo su Facebook è dannoso sia per la vittima sia per il “carnefice”, pertanto attenzione a chi crea profili con immagini simili al vostro: ricordate che è possibile segnalare il tutto a Facebook.

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