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Nuovo social in casa Google: Spaces

Google Spaces

Nuovo social in casa Google: Spaces

Dopo svariati anni nel tentativo di inserirsi prepotentemente nel modo dei social, Google ha mostrato al mondo un social come dire…ibrido, un po’ chat un po’ sharing il classico “non è nè carne nè pesce“. Spaces, questo è il nome del social del colosso della Silicon Valley, è stato pesantemente criticato dall’impostante rivista “Hacker News” che lo ha testato in anteprima.

Cosa non convince di Spaces? Il fatto che si può utilizzare per qualsiasi cosa quasi come fosse il giubbotto dell’Ispettore Gadget: tutte le funzioni di messaggistica e social in una sola app.

La filosofia di Spaces

Questo, ovviamente, va contro la sempre più specificità delle applicazioni presente sul mercato: ad esempio Instagram e Pinterest si basano sulla condivisione di fotografie e video, Whatsapp si occupa della messaggistica così come Messenger, Spaces invece raccoglie tutte queste funzioni, come fosse un “Risiko” dei social (a tal proposito ti consiglio la lettura di questo articolo che mostra come la presenza sui social media non deve essere come giocare a Risiko).

Le applicazioni ora presenti su Apple Store o Google Store sono molto specifiche e ruotano attorno ad un singolo obiettivo: Spaces è l’opposto, è una scatola in cui raccogliere tutte le funzioni di calling e sharing presenti sul web.

La logica di Google può anche essere corretta; la società ha detto che “spesso per condividere i contenuti bisogna balzare da un’app all’altra e le conversazioni nelle chat spesso deviano dall’obiettivo iniziale” dato che è possibile creare chat tematiche (calcio, cultura, viaggi, sport ecc…) proprio per questo ha pensato a un qualcosa che funzionasse da contenitore.

Se da un punto di vista “filosofico” l’app risulta molto complessa e non aggiunge niente di specifico a ciò che già esiste, tecnicamente parlando è un successo incredibile. Gli utenti che scaricheranno Spaces potranno fare ricerche su Google e Youtube usando direttamente l’app senza dover abbandonare il programma, e cliccare sull’icona del sito web.

Particolarmente utile può essere la funzione “riconoscimento immagini” che sfrutta l’intelligenza artificiale per trovare tutte quelle immagini presenti nella chat che corrispondono alla descrizione inserita.

Spaces avrà successo?

Non lo possiamo sapere sapere: di fatto avrebbero potuto riunire Hangouts e Google+ che è un po’ la pecora nera dei social media. Sarà il tempo, e il mercato, a decidere…nel frattempo testiamola!

Fonte esterna: YCombinator

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